L’uccello o la gabbia?

L’uccello o la gabbia?

Immagine

La riposta è apparentemente scontata. 

L’uccello, il volo, la libertà. 

Le diverse possibilità che l’uomo si trova di fronte sfociano in una scelta. Questa totale apertura verso il possibile e la condizione di incertezza danno vita all’angoscia. Essa è quella vertigine che subentra quando si scopre che tutto è possibile. Ma quando tutto è possibile è come se nulla fosse possibile.

Immagine

Ve lo chiedo di nuovo.
L’uccello o la gabbia?

Immagine

Immagine Come San Paolo, folgorato sulla via di Damasco, ieri sera ho avuto la mia rivelazione. A metà tra Maometto ed uno sciamano Gabonese, a causa del prolungato contatto 

con sostante psicotrope ho avuto la mia visione di Dio. Il culto di Zara e di Vulkania è stato praticato per lungo tempo, senza punti di riferimento, templi, figure
religiose o altro. Quando tra qualche millennio verrà rinvenuto il mio portatile, questo documento diverrà la nuova Bibbia ed il Vulkazaresimo la religione ufficiale
del pianeta Terra. Proprio come il Cristianesimo col Paganesimo; il Vulkazaresimo riprende alcune festività e assunti della più antica religione, per non stravolgere
le abitudini dei nuovi fedeli.
Sono stato scelto da Dio in persona per portarne la parola in giro per il Twitter. La sua immagine ci è stata regalata da @MelaSookie, icona religiosa e venerabile
quanto Dio stesso in quanto sua madre e generatrice:

Immagine

Il nostro Dio non vuole ubbidienza e non ci punirà. Si diventa Vulkazariani per libera scelta; per amore della dottrina, di Zara e di Vulkania.
Ieri sera ho ricevuto le tavole della legge, contenenti i dieci comandamenti:

1) Non mangerò altra pizza all’infuori di Vulkania
2) Non indossare vestiti di Zara invano
3) Onora la pizza e le giacche
4) Santifica le feste andando a mangiare la Vulkania
5) Non metterti a dieta ma non essere manco obeso che poi non ti entrano i vestiti di Zara
6) Non tradire Zara o Vulkania
7) Non taccheggiare o andartene senza pagare il conto
8) Non dire che la pizza di Vulkania non è buona
9) Non desiderare la pizza d’altri
10) Non desiderare i vestiti d’altri che non siano di Zara

Per gli amanti di questi luoghi sacri sarà assolutamente semplice rispettarli e divulgarli.
Visto che la nascita del culto è avvenuta in concomitanza della Pasqua Cristiana, tale giorno corrisponderà, per noi, alla “Festa di Dio” che verrà trascorsa da tutti
i fedeli mangiando una fetta di pizza di Vulkania dentro Zara.
Questa sarà l’unica festività religiosa annuale.
Il tempio ufficiale verrà considerato il Vulkania di Messina (Città Santa), luogo di nascita del movimento:

Immagine

ed osannato al pari del Muro del Pianto di Gerusalemme.
Tutti i fedeli, almeno una volta nella vita, dovranno recarsi per una cena in tale luogo. Vi è anche la mia piena disponibilità nell’accompagnare personalmente i
pellegrini a visitare questi luoghi sacri.
Purtroppo non tutto va sempre bene come si spera. In molti hanno osteggiato la nascita di tale movimento. Invidiosi ed eretici capeggiati da un certo @Altair_Ita.
Questo individuo è estremamente pericoloso ed è stato condannato al rogo come Giordano Bruno.
Per la diffusione della dottrina ed il controllo che venga rispettata e difesa è stato necessario sviluppare una struttura gerarchica.
In cima alla piramide vi è ovviamente Dio.
Subito dopo vengo io, Profeta del Vulkazaresimo e mia moglie @GranataValeria.
Primo ministro @Sarinski.
Ministro della Pace e della Fratellanza @ItsmeHan_s:

Immagine

Ministro dell’Informazione @NiceToMatthew
Oltre quelli citati, che sono emersi in mezzo agli altri fedeli per collaborazione ed entusiasmo, dovrei citare una lunga lista di adepti minori che hanno in qualche
modo abbracciato la dottrina del Vulkazaresimo, che ringrazio.
Nuove informazioni sul movimento verranno riportate nei prossimi giorni.
A presto.

Vi ho promesso la sintesi del Krokodil. Arriverà dopo la mia laurea. In attesa, ecco cosa vi perderete venerdì (Il mio abstract):

Di grande interesse applicativo è la reazione di bromurazione di olefine, i cui prodotti sono di importanza fondamentale nella chimica organica come building-blocks di sintesi, sia in chimica analitica, come saggio per la determinazione di alcheni o alchini, anche in matrici complesse.  Ad oggi, il rinnovato interesse della comunità scientifica verso procedure alternative, meno inquinanti e più ecosostenibili, è dimostrato dal crescente numero di articoli nell’ambito della “green-chemistry”. Lo studio svolto durante il tirocinio ha permesso di dimostrare che in presenza di ioni liquidi con funzionalità amminiche, in ambiente acquoso, le reazioni di addizione di bromo ai doppi legami carbonio-carbonio, decorrono più velocemente e con maggiori rese rispetto alle altre metodologie di sintesi green di dibromo alcani vicinali.

Immagine

La reazione di bromurazione viene solitamente realizzata in ambiente aprotico ed in assenza di luce, per evitare processi di ossidazione o radicalici. Il solvente più utilizzato è il tetracloruro di carbonio, il quale è ritenuto un agente cancerogeno, nocivo ed inquinante. La procedura messa a punto con l’utilizzo di ioni liquidi è invece in grado di favorire il processo di alogenazione evitando tali problematiche. È stato quindi sviluppato un nuovo metodo, stereo- e chemoselettivo, per reazioni di addizioni di bromo ad olefine elettron-ricche ed elettron-povere. Questa procedura costituisce una metodologia semplice, poco costosa, con basso impatto ambientale e senza l’utilizzo di solventi organici.

La Blue Sky è la famosa meth prodotta da Walter in Breaking Bad ed oggi impareremo come cucinarla. Più che altro vi voglio spiegare la chimica che c’è dietro, quindi se eravate intenzionati a prepare droga nel bagno di casa potete anche chiudere.
La molecola che ci interessa è questa:

ImmagineIl metodo più utilizzato nei laboratori clandestini è la riduzione della pseudo-efedrina con acido iodidrico e fosforo rosso. Il processo porta alla formazione di un gas tossico cioè la fosfina (per questo la meth viene cucinata con le maschere antigas); ma soprattutto è difficile reperire la pseudo-efedrina. Per questi motivi Walter utilizza un metodo alternativo che prevede l’amminazione riduttiva del p2p (Phenyl-2-propanone ovvero il fenilacetone):

Immagine

Le due molecole sono molto simili. La differenza è che nel reagente vi è un doppio legame C=O mentre nel prodotto è presente un legame C-N. La trasformazione avviene ovviamente mediante il processo di amminazione riduttiva.
Poiché nella metanfetamina l’atomo di azoto ha legato un metile (la lineetta che sbuca fuori da N), dobbiamo usare la metilammina (quella rubata nel deposito da Walt e Jesse) al posto dell’ammoniaca.
La reazione è dunque:

Immagine

Dallo schema di reazione potete notare due cose. Innanzitutto si forma un intermedio durante la reazione. Quella è un’immina che viene ridotta a metanfetamina mediante un’amalgama di alluminio e cloruro di mercurio.
Secondariamente si può notare la scritta “racemic” sotto “methamphetamine”. Una miscela racemica è composta dalla stessa percentuale di due enantiomeri (due forme diverse della stessa molecola). Uno si indica con d e l’altro con l. Solo l’enantiomero d della metanfetamina ha gli effetti che tutti conosciamo. Di conseguenza significa che con questo metodo si arriverebbe a formare solo il 50% di metanfetamina utilizzabile, mentre l’altro 50% è inutile.
Probabilmente il contributo di Walt (la formula di cui si vanta tanto) è stato quello di aver messo a punto una sintesi enantiospecifica, cioè che porta alla formazione di un solo enantiomero, quello d.
Dal punto di vista sperimentale:
In una beuta da 500 mL si mettono 10g di alluminio in fogli, tagliati in dimensioni 3×3 cm e 200 mL di HgCl2 in 400 mL di acqua. Dopo aver amalgamato, si decanta l’acqua e se ne aggiungono altri 250 mL.
Si aggiungono 43 mL di metilammina, 100 mL di isopropanolo, 14g di p2p ed altri 100 mL di isopropanolo.
Si lascia la miscela a reagire e durante la prima ora bisogna immergere di tanto in tanto la beuta in acqua fredda in modo che la temperatura non superi i 50°C.
Dopo 2 ore si aggiungono 20 mL di NaOH acquoso al 25% e si lascia la soluzione sotto agitazione (sempre monitorando la temperatura).
DOpo tre ore si aggiungono altri 20 mL della stessa soluzione di NaOH e si lascia la miscela sotto agitazione per tutta la notte.
Si decanta la fase liquida, si aggiungono 100 mL di isopropanolo, si lascia sotto agitazione per un’ora e si decanta di nuovo. L’amalgama di alluminio viene filtrata mediante imbuto buchner e lavata con 2 porzioni da 25 mL di metanolo mediante imbuto separatore.
Il metanolo di lavaggio e le due fasi liquide decantate vengono unite insieme e concentrate in una pompa ad alto vuoto.
Il residuo viene sciolto in 300 mL d’acqua acidificata con HCl conc., e lavato con 3 porzioni da 50 mL di DCM, basificato con NaOH al 25% ed estratto con tre porzioni da 100 mL di acetato di etile.
La fase organica viene lavata con acqua e sale, anidrificata con solfato di sodio, fitrata; ed il solvente viene evaporato mediante rotavapor.
Il residuo viene solubilizzato in 150 mL di etere dietilico a cui viene aggiunto HCl 5M in isopropanolo fino a rendere acida la soluzione (monitorare mediante cartina tornasole).
Il precipitato viene filtrato e lasciato ad asciugare tutta la notte all’aria.
Per purificare il prodotto è necessario effettuare una ricristallizzazione dissolvendolo in 65 mL di acetonitrile, filtrando rapidamente la soluzione e lasciando evaporare il solvente a temperatura ambiente.
Il prodotto viene poi filtrato sottovuoto, lavato con etere e lasciato asciugare all’aria.
È tutto, non vi consiglio di provarci perché potrei aver sbagliato a tradurre e morireste. Inoltre è ovviamente illegale produrre droga e non mi assumo alcuna responsabilità su quanto ho scritto visto che ho esclusivamente riportato un procedimento sintetico ampiamente noto in letteratura.

La Teoria del tutto

Benvenuti all’ultimo appuntamento con le equazioni del Twitter. L’obiettivo era quello di eguagliare Maxwell ed ottenere quattro equazioni che potessero descrivere perfettamente tutte le dinamiche del Twitter. Tale obiettivo e stato raggiunto e perfino superato, visto che è stato possibile riassumere le equazioni in una singola detta “Teoria del tutto”. Per motivi di difficoltà nella comprensione vi risparmio la dimostrazione per giungere a tale equazione, che comunque è stata effettuata come dimostra questa immagine:

Immagine

L’equazione, che è quella riquadrata, ovvero:

Immagine

serve essenzialmente a spiegare che l’utilizzo che fate di Twitter è corretto e meno. Occorre andare a valutare tutti i parametri da inserire, che vengono dettagliatamente spiegati nei post precedenti a questo. Il fattore calcolato che viene indicato con P risulterà essere, alla fine della misurazione, abbastanza grande quindi andrà diviso per 1000. In questo modo l’unità di misura che esprime il parametro P è il kTw (chilotweet). Come visibile dall’immagine, ho ottenuto un valore pari a 1,31 kTw. Questo è un ottimo valore in quanto dovrà essere il più possibile vicino a zero, o inferiore. In linea di massima possiamo definire un buon utilizzo di Twitter quello che porta al più basso valore di P. Adesso che il lavoro teorico è finito, è necessario che venga diffuso su tutto il Twitter in maniera tale che
tutti gli utenti ne possano usufruire. Per questo motivo confido nel vostro interesse. A presto cari.

Buonasera, siamo giunti alla quarta ed ultima equazione del Twitter. Finalmente ho raggiunto Maxwell e col prossimo ed ultimo articolo creerò la Teoria del tutto con cui, mediante una singola equazione, sarà possibile descrivere tutte le dinamiche del Twitter. Facciamo un passo indietro e vediamo la quarta. Ci servirà per calcolare l’impatto che ha Twitter sulla vita reale. Potremo quindi regolarci se ne siamo troppo ossessionati o intensificarne l’uso in caso contrario. Il primo termine è ovviamente il numero di tweet scritti. Più tweet abbiamo scritto, più tempo abbiamo trascorso su Twitter e più ne siamo dipendenti. Il secondo termine è un frazione. Al numeratore si trova il numero di followers. Più followers abbiamo, più ci siamo sforzati per averne e più tempo abbiamo trascorso su Twitter. Al denominatore si trova invece il numero di following. Difatti, meno following abbiamo, più tempo abbiamo trascorso su Twitter selezionando minuziosamente chi seguire e chi no, lasciando solo quelli che ci sembrano migliori. I più attenti si saranno già accorti che questo termine non è altro che l’inverso del parametro T visto in precedenza. Quello di cui abbiamo discusso finora costituisce il numeratore della frazione che descrive il fattore di impatto del Twitter (che indicheremo con I). Al denominatore sarà considerata l’età dell’utente infatti è sui soggetti più giovani che si manifesta maggiore influenza del Twitter. Ricapitolando, la quarta equazione del Twitter risulta:

Immagine

Terza equazione del Twitter

Eccoci a discutere la terza equazione del Twitter. Il movimento si è abbastanza diffuso con circa 100 visite sul blog (su 500 totali) ed almeno una trentina di nuovi ed interessati followesr, che è più di quanto mi aspettassi. Prima di iniziare volevo ringraziare i più accaniti sostenitori della teoria che sono Il Diga, Mrs. Duro e Pablo Esco Al Bar. Detto questo possiamo procedere. Negli articoli precedenti abbiamo calcolato il numero di persone che rendono, per voi, Twitter degno di esistere; e quanto siete twitstar. Procediamo con la penultima equazione del Twitter che ci permetterà di valutare la qualità dei nostri tweet. Un parametro interessante da valutare, a questo scopo, è il rapporto tra il numero di tweet scritti ed il numero di followers che si hanno. Tale valore fornisce una descrizione approssimativa della qualità dei tweet perché migliori sono i tweet scritti e maggiore sarà il numero di persone che vi seguirà. Indichiamo questo termine con q:

Immagine

Se considerassimo solo questo valore, saremmo interessati a minimizzarlo il più possibile, ma, per evitare che venga falsato dal fatto di essere o meno una twitstar (le quali beccano follow a caso pure scrivendo tweet qualitativamente scadenti, mentre utenti davvero meritevoli non se li caga nessuno anche se sono geniali) occorre considerare anche il Grado di twitstaring che abbiamo imparato a misurare con la seconda equazione del Twitter. Innanzitutto useremo Gt elevato al quadrato in modo che sia i valori negativi che quelli positivi possano diventare tutti positivi. Il termine verrà messo al denominatore perché essere una twistar è un forte handicap alla scrittura di tweet di qualità. Un attento lettore e conoscitore della meccanica del Twitter potrebbe domandarsi:

Ma in questo modo, anche chi sulla Scala di Leone ha un punteggio, ad esempio, di +3 (e quindi è molto lontano dall’essere una twitstar) viene svantaggiato da questa equazione così costruita. Non sarebbe ingiusto?

Grazie per la domanda caro lettore. È presto detto. È assolutamente giusto che accada e ti spiego perché:

Chi ottiene un punteggio maggiore di zero sulla Scala di Leone, è vero che è quanto di più lontano da una twitstar, ma purtroppo rientra a far parte di un’altra categoria di persone altrettanto spiacevole. Non esiste un termine per definire tali utenti del Twitter ed anzi ne approfitto per chiedere a voi lettori di trovare una nomenclatura adeguata. Tale categoria racchiude quegli utenti che ne seguono migliaia di altri (senza, molto probabilmente leggerne nessuno) e nella maggioranza dei casi V.I.P. e che usano Twitter come una chat, quindi menzionandosi a vicenda con altri utenti che, nella maggioranza dei casi, si conoscono nella vita reale. Anche questo è un pesante ostacolo alla scrittura di tweet di qualità e deve essere considerato.

Riassumendo, la terza equazione del Twitter, risulta essere:

Immagine

 

Ovviamente, più tale valore è alto, maggiore sarà la qualità dei tweet. Per fare un esempio, io ho ottenuto un punteggio di 8,48 mentre il solito e ormai tristemente noto utente di Tivoli  soltanto 0,055. Grazie per la cortese attenzione, a presto.

Se state leggendo, o avete letto ed apprezzato la prima equazione del Twitter, oppure siete qui per caso ed allora dovreste dare una rapida lettura qui: http://guardalaluna1.wordpress.com/2012/11/27/la-prima-equazione-del-twitter/

Benissimo, adesso che siamo tutti allo stesso grado di conoscenza, vi illustrerò la seconda equazione del Twitter. È necessario un breve richiamo teorico. Viene definito
“twitstar” un utente di Twitter che si comporta in maniera altezzosa nei confronti degli altri utenti, poiché crede di essere migliore di loro solo perché possiede migliaia di
follower. I follower generalmente vengono accaparrati copiando e incollando tweet banalissimi e simpatici come le battute di Colorado, perché si sa che alla gente ci piace
lammerda. Il comportamento usuale della twitstar consiste nel non rispondere alle mentions e nel non retwittare nessuno, a parte le altre twitstar con cui scambiano favori
politici come ad esempio i #FF.

Sono riuscito a trovare un’equazione che permette di capire, essenzialmente, quanto un utente sia “twitstar”, valutando tali comportamenti e costruendo quella che prende il nome
di Scala di Leone. Una persona che non è una twistar può diventarlo ed una che lo è può pentirsi, bisogna quindi valutare l’evoluzione temporale. A questo proposito si
considerano due termini, e cioè il numero medio di retweet nei quattro tweet più retwittati (lo so che è complicato non scoraggiatevi) ed il numero di interazioni nell’ultima
settimana. L’ultimo parametro da considerare è indipendente dal tempo e considera il numero di follower e di following. Se siete ancora lucidi cominciamo, in caso contrario vi
metto uno stacco e lo rileggete la prossima volta.

Il valore che vogliamo ottenere è il “Grado di twistaring”. Si ottiene facendo il rapporto tra due termini. Il termine al numeratore è costituito da un prodotto. I termini del
prodotto sono due:

1) Questo termine è rappresentato dalla media dei retweet calcolata sui quattro tweet con più retweet dell’ultima settimana. Ovvero. Si guardando tutti i tweet scritti
nell’ultima settimana, si prendono i quattro con più retweet, si somma il numero di retweet ed il risultato si divide per quattro. Questo termine viene indicato con R. Più
retweet un utente riceve e più si deve considerare twitstar, infatti, per riceverne molti, occorre scrivere cose ovvie, che non fanno ridere e copiate in giro per il web
(proprio come le twitstar).

2) Il secondo termine, proporzionale all’essere twitstar è il rapporto tra numero di follower e numero di following. Più è alto questo valore, più all’utente piace avere tanti
follower e pochi following in modo che possa sentirsi realizzato nella vita dal fatto che tutti lo seguono mentre invece lui è un duro e se ne sbatte. Avevamo già visto, nella
prima equazione del twitter che:

Immagine

Quindi, in questo caso, che ci interessa il rapporto inverso, basta scrivere:

Immagine

L’altro termine del rapporto in cui si parla all’inizio, che sta al denominatore e che quindi non c’entra col prodotto è dato dal numero di mentions scritte nell’ultima
settimana e lo indichiamo con Nmnts. A più mentions si risponde e meno si è twitstar.

L’equazione completa, considerando i tre termini è:

Immagine

I risultati che si ottengono sono numeri troppo piccoli o troppo grandi e quindi complessi da leggere di conseguenza si ricorre al logaritmo cambiato di segno e l’equazione diventa:

Immagine

A questo punto avrete il vostro “Grado di twitstaring” per la settimana che avete considerato ed immagino vogliate sapere se siete più o meno twitstar di un altro utente. Vi
dico innanzitutto che più il valore è vicino allo zero, oppure è negativo (ricordate di cambiare segno dopo aver fatto il logaritmo) più sarete twitstar. Al contrario, più il
numero è positivo, meno sarete twitstar. Ovviamente trattandosi di logaritmi le differenze numeriche sono minime ma rappresentano una grossa differenza a livello pratico. Nel
senso che la differenza di 2 punti sulla Scala di Leone indica che c’è un’enorme differenza nel grado di twitstaring dei due utenti. Ho applicato l’equazione a tre utenti:

1) Il primo era decisamente il contrario di twitstar, già si vedeva ad occhio, ed infatti il Gt (Grado di twitstaring) era 1,17

2) Il secondo sono io, ed ho avuto un valore di 0,89

3) L’ultimo era una nota twitstar proveniente da Tivoli che ha raggiunto un punteggio assolutamente incredibile e cioè -3,77

A presto per la terza equazione del Twitter.

Come la natura, anche le dinamiche del Twitter sono governate da relazioni matematiche. Compito dell’uomo è individuare tali equazioni, provarle sperimentalmente e descrivere adeguatamente il Twitter. La prima equazione ad essere stata scoperta risale al 27 Novembre 2012 (oggi) ad opera del genio visionario Francesco Leone (io). L’equazione serve a determinare il numero di following con cui si interagisce più spesso e che si vorrebbe conoscere realmente; in base al numero di follower. Il primo termine verrà indicato, per semplicità, con Nfwng; il secondo con Nfwr. Cominciamo. Innanzitutto dobbiamo considerare due casi. Il primo ricade quando Nfwr è un numero a tre cifre, compreso tra 100 e 999. In questa circostanza, l’equazione diventa:

Immagine

Nel secondo caso cioè se Nfwr < 100 o > 999, bisogna moltiplicare per un parametro T detto “Costante universale del Twitter” che viene definito come:

Immagine

Di conseguenza, l’equazione corretta, per il secondo caso è:

Immagine

Vi invito a sperimentare l’equazione per vedere se funziona prima di farmi procedere con la seconda, la quale servirà a determinare quando un utente può essere considerato twitstar.

 

 

Era un pomeriggio assolato ed eravamo qui a Messina. Non saprei dire bene dove, forse sui colli San Rizzo, nota località rinomata per le scampagnate e le grigliate di pasquetta. Una tavolata di persone non ben identificate tranne quelle tra cui ero seduto. Il Diga e Altair. Il primo vestito esattamente come nella sua pic, il quale mi chiedeva un parere su non ricordo cosa. Il secondo, di cui non conosco l’aspetto, aveva ovviamente le sembianze di Jack Nicholson in Shining. Non so perché ma era particolarmente disgustato al passaggio di un treno arrugginito armato con cannoni navali e criticava anche i traghetti che fanno da spola lungo lo stretto di Messina. Stavamo mangiando carne molto unta. Non so se è importante dirlo. Dopo pranzo siamo andati a casa di non so chi. Stanze d’albergo al posto delle camere da letto ed un bar con camerieri al posto del salone. Di questa parte ricordo solo Frullo, che però non ho conosciuto tramite Twitter, bensì mediante la sua pagina su Facebook, il quale fumava erba da un bong a forma di Jynx (per i meno accorti, è un pokemon della prima generazione), mentre lui, abbastanza incazzato, sosteneva invece che si trattava di un semplice gorilla. Infine, l’ultima cosa che ricordo, è che il barman al bancone si vantava di un vino rosso prodotto da lui e ci chiedeva di assaggiarlo, così io e FeniceArde (che però aveva le sembianze di Romina di X Factor, vestita da Lady Gaga, poiché non l’ho mai vista) lo abbiamo bevuto ridendo e sostenendo che si trattava di acqua fluviale. Infine lei si è fatta fare una foto vicino ad un’armatura da cavaliere che arredava il bar e nessuno riusciva a capire qual’era lei e qual’era l’armatura. Poi mi sono svegliato e ho riso.

Tag Cloud

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.